Otto su nove da tre a Riva del Garda, 6/8 sette giorni prima con Trieste. Il tiro da tre di Federico Bellina è una delle armi più efficaci di una Tezenische sabato affronta Omegna (PalaOlimpia, ore 21) in una gara fondamentale nella corsa ad una posizione privilegiata nella griglia dei play off. «Per le statistiche – evidenzia Bellina – quella di Riva è stata una delle mie migliori partite in assoluto, una giornata in cui entrava tutto. Fra l’altro ho tirato anche tanto. Ma al di là della prestazione mia contano i due punti. Bella vittoria, ci voleva».
Come è nato Federico Bellina tiratore da tre?
«Ho cambiato modo di giocare subito dopo gli juniores, al primo anno in B1 a Pavia. È stato Martellossi ad indirizzarmi verso il ruolo di 4 atipico, perché in serie A sotto canestro facevo fatica. A Gorizia nelle giovanili, essendo così alto, venivo utilizzato da 5, coi movimenti spalle a canestro classici di un centro. Un giorno Martellossi mi disse: «Se vuoi reggere in categorie superiori devi imparare a mettere il tiro da tre”. Vedevo che le cose funzionavano, così ho continuato».
Qual è il segreto di un buon tiratore?
«Rimanere tranquilli di testa e non pensarci troppo quando le cose non girano per il meglio. Tutti i tiratori attraversano momenti positivi e negativi. È chiaro che più ti alleni e più il tiro diventa fluido. Ma le percentuali possono avere grandi oscillazioni anche nel giro di poco tempo. Puoi fare oggi 0/20 e la partita successiva 10/10: il tiro è così, va e viene».
Quanto il gioco della Tezenis la mette nelle condizioni di tirare bene?
«Abbiamo i play che riescono a vedere bene gli scarichi sui pick and roll, anche se poi il gioco è di squadra e i meriti vanno distribuiti anche con tutti gli altri. Non sono una guardia che può costruirsi un tiro, vivo per lo più di scarichi. E nella Tezenis di giocatori bravi a passare la palla ce ne sono parecchi».
Ha avuto un giocatore di riferimento?
«Quando giocavo in Legadue tutti mi dicevano che ero il Galanda dei poveri. Mi è sempre piaciuto come giocatore, per di più è un friulano come me ed è stato qui a Verona. Galanda è di categoria superiore, naturalmente. Mi piace, con le debite proporzioni, venire accostato a lui».
Ci sono state partite che ha risolto con una tripla sulla sirena?
«Gara uno di play off a Pistoia con Casalpusterlengo, eravamo sotto di due ed ovviamente tutti sono andati a marcare Mario Boni. La palla così è arrivata a me e ho segnato proprio all’ultimo secondo. A Pistoia c’erano cinquemila persone, fu bellissimo. Andammo 1-0 nella serie, poi perdemmo 3-2, ma avevamo già dato tutto».
Altre emozioni?
«In serie A, quando abbiamo battuto l’allora Virtus Bologna in casa o vinto a Messina una partita incredibile. Bei ricordi, giocavamo contro le favorite del campionato e noi a Pavia eravamo appena al secondo anno di Legadue, in una fase di consolidamento. E poi, francamente, vincere quelle partite da capitano ti dà sempre qualcosa in più. Palazzetti pieni, canestri importanti, gioco spettacolare. Sensazioni che ti rimangono dentro. Come la promozione dalla B1 alla serie A con Pavia».
Sabato prossimo, contro Omegna, è gara importantissima.
«Dobbiamo pensare, ogni settimana, che la partita successiva è quasi una finale. Quella con Omegna è importantissima, così come quelle che seguiranno. Abbiamo già la testa forte sulla partita. Loro sono stati costruiti per il salto di categoria, hanno attraversato un periodo difficile, ma ne sono usciti. Ci servirà l’aiuto del pubblico, ci vogliono una spinta supplementare e un’energia che servirà ad alcuni nostri giocatori per rendere di più. Anche il PalaOlimpia, sabato, dovrà giocare con noi».
SU TELEARENA SPORT. TeleArena Sport trasmetterà domani sera alle 22.30 la gara fra Muller e Benetton Treviso della stagione ’98-’99, terza di cinque partite tutte dedicate a Mike Iuzzolino. La serie è la seconda di un ciclo di otto per un totale di 40 gare a tema fra i match più emozionanti mai giocati dalla Scaligera Basket. La sezione riservata a Iuzzolino proseguirà venerdì 19 con Mash-Stefanel Milano (campionato ’96-’97) e si concluderà il 26 marzo con Mash-Scavolini Pesaro (’95-’96).
Renzo Puliero - L'Arena